Ian Wilmut non ha clonato la pecora Dolly

Ian Wilmut confessa di non aver clonato la pecora Dolly, il contributo maggiore alla clonazione sarebbe stato apportato dalla scienziata Keith Campbell.

Wilmut afferma di non aver clonato Dolly a Edimburgo, durante un interrogatorio in un aula di tribunale, nel processo in cui lo stesso scienziato è citato per maltrattamenti a sfondo razziale da un suo collega Prim Singh.

La pecora Dolly, l’ovino clonato per la prima volta attraverso il trasferimento dei nuclei di cellule somatiche in cellule embrionali denucleate, era considerata sino al 2006 la “figlia” di Wilmut, ma lo scienziato sorprendentemente e a distanza di dieci anni smentisce. Conferma la sua collaborazione e direzione del progetto di clonazione, ma ne attribuisce il merito maggiore alla collega Keith Campbell, la scienziata che avrebbe avuto le idee chiave che hanno permesso la nascita di Dolly.

A seguito della morte di Dolly avvenuta nel 2003, Keith Campbell si riscatta, ha infatti clonato altre quattro pecore che risultano identiche dal punto di vista genetico a Dolly.

Grande Fratello 2006

Il vincitore della sesta edizione del grande fratello 2006 e’ stato Augusto De Megni .

Il montepremi e’ stato di 1.000.000 euro(di cui 100.000 devoluti in beneficenza).

E’ stato condotto dalla bellissima Alessia Marcuzzi che conduce per la prima volta il programma trasmesso su canale 5 .

Augusto De Megni era gia’ noto prima del Grande Fratello , perche’ vittima di un sequestro dell’Anonima Sarda .

CELLULE STAMINALI IN SINTESI

Che cosa sono le cellule staminali?

Le Staminali sono cellule presenti negli organismi pluricellulari e non specializzate con capacità di differenziazione illimitate, queste cellule infatti sono in grado di dare origine a tutti i tipi di tessuti.

Si distinguono Cellule Staminali Embrionali (ES) e Cellule Staminali Fetali e dell’adulto.

Che cosa sono le cellule staminali totipotenti, pluripotenti, multipotenti e unipotenti?

In relazione alle loro potenzialità di differenziazione si distinguono cellule staminali:

Totipotenti in grado di differenziarsi in tutti i tipi cellulari e quindi in tutti i tipi di tessuti, una sola cellula staminale totipotente ha le capacità di ricreare un’intero organismo. E’ un esempio di cellula totipotente l’ovocita fecondato (zigote).

Pluripotenti si possono differenziare in tutti i tipi di cellule e tessuti. Rientrano in questa categoria le cellule staminali embrionali (blastocisti)

Multipotenti si possono differenziare in tutti i tipi di cellule di un particolare tessuto. Sono multipotenti le cellule staminali fetali e dell’adulto

Unipotenti si possono differenziare in un unico tipo di cellula

Queste cellule grazie alle loro capacità hanno le potenzialità per essere sfruttate nella medicina rigenerativa per la cura di patologie degenerative come ( Morbo di Parkinson, l’Alzheimer, Sclerosi multipla ecc..), e attraverso la clonazione terapeutica si potrebbero evitare complicanze come il rigetto nei trapianti autologhi, per questi motivi sopratutto al fine di sviluppare tecniche terapeutiche le cellule staminali sono e sono state nel tempo un argomento di grande interesse per la ricerca.

L’Italia rispetto ad altri paesi europei pone degli ostacoli legislativi al progresso nella terapia e alla ricerca sulle staminali, è vietata la clonazione terapeutica, vieta il prelievo di cellule staminali embrionali (però è consentito acquistarle dall’estero!!! ) e infine vieta su tutto il territorio italiano l’istituzione di banche private per la conservazione del cordone ombelicale ad uso personale.

Miss italia 2006

Miss Italia 2006 e’ Claudia Andreatti

Concorso di bellezza svolto a Salsomaggiore Terme  (in provincia di parma conosciuta per il turismo termale).

Miss Italia e’ stato condotto da Carlo Conti.

Unica vittoria del Trentino Alto Adige ,mentre conduce la classifica il Lazio .

CELLULE STAMINALI DA EMBRIONE BOVINO CLONATO

La ricerca è tutta italiana diretta da Giovanna Lazzari ricercatrice del Laboratorio di Tecnologie della Riproduzione di Cremona  in collaborazione con Cesare Galli il primo a clonare un toro (Galileo) nel 1999 e una cavalla (Prometea) nel 2003.   Per la prima volta i ricercatori  ottengono cellule staminali da un embrione bovino clonato e pubblicano il risultato del loro studio il 25 Agosto 2006 nella rivista online Stem Cells.

bovino

Lo studio condotto dimostra che da embrioni clonati, ottenuti tramite manipolazione genetica ma con corredo ereditario identico all’embrione originario, si possono ottenere cellule staminali egualmente capaci di proliferare e differenziarsi quanto quelle di un embrione non clonato. Ciò era già stato dimostrato da Tiziano Barbieri ma solo sul topo e mai su un animale complesso come il bovino. In questo caso le cellule staminali ottenute sono state prelevate dalla cresta neurale dell’embrione bovino dalla quale si origineranno varie formazioni appartenenti al sistema nervoso, le cellule staminali prelevate potranno però differenziarsi e moltiplicarsi a formare tessuti anche diversi dal sistema nervoso come cartilagine, tessuto osseo, muscolatura liscia dei vasi ecc..

Questa ricerca ha portato numerose conseguenze scientifiche, dimostrando in prima istanza che le cellule staminali si possono ottenere anche da embrioni clonati di un grande mammifero, e che quindi ciò possa avvenire anche nell’uomo con tutte le implicazioni bioetiche che ne deriverebbero. Le cellule staminali ottenute inoltre hanno le stesse capacità proliferative di quelle che si sarebbero ottenute con l’ embrione originale, e sono compatibili dal punto di vista immunologico-genetico con esso, ciò implica un loro possibile utilizzo terapeutico.

PRIMO ORGANO OTTENUTO DALLE STAMINALI

E’ al 4 gennaio 2006 che risale la conquista scientifica “il primo organo ottenuto dalle staminali”, ad opera del gruppo coordinato da Jane Visvader, dell’Istituto di Ricerca Walter and Eliza Hall, di Parkville in Australia e pubblicata su Nature, una delle più importanti e prestigiose riviste scientifiche.

L’esperimento è avvenuto su topi vivi e l’organo ottenuto è una ghiandola mammaria.  L’equipe di scienziati ha prelevato cellule staminali epiteliali da un topo, ha utilizzato la metodologia della marcatura (in modo da poter riconoscere le cellule in tutte le fasi proliferative) e le ha impiantate in topi vivi privati precedentemente della ghiandola. Il risultato è stato la formazione (grazie alla moltiplicazione delle cellule staminali trapiantate) di una ghiandola mammaria completa di tutte le strutture anatomiche proprie e in grado di espletare tutte le funzioni organiche come ad esempio la produzione del latte.

E’ indubbia la rilevanza di questa ricerca, ma di certo c’è ancora tanta strada da fare nello studio delle cellule staminali sopratutto per quanto concerne il loro controllo, lo sviluppo, la loro trasformazione, le implicazioni derivanti da interventi artificiali su di esse e i rischi come mutazioni e tumori non possono non essere considerati .  In ogni caso il risultato di questo studio ha ribadito le potenzialità delle cellule staminali contribuendo ad aprire la via per la ricerca verso nuovi traguardi e possibilità.

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